Il mutuo vitalizio è una particolare prestito rivolto a pensionati che abbiano compiuto 65 anni d’età, è un finanziamento assistito da ipoteca di primo grado sulla casa di proprietà.
L’intestatario di un immobile libero da ipoteche e da altri vincoli può chiedere un finanziamento proporzionato alla sua età e al valore dell’immobile. Più è alta è la sua età e maggiore sarà la somma che potrà ottenere, ad esempio un pensionato giovane (entro i 75 anni) potrebbe richiedere un mutuo massimo pari a circa il 20% del valore dell’immobile, un pensionato più anziano (90 anni) una percentuale più alta, fino al 50%.
La caratteristica di questo prestito vitalizio ipotecario è che non si pagano rate per il rimborso. Gli interessi e le spese si accumulano sommandosi di anno in anno al capitale concesso. Questo meccanismo dura fino alla morte del pensionato e dal quel momento ci sono 12 mesi di tempo per la restituzione del debito che si è accumulato. Gli eredi hanno 3 possibilità: 1) restituire il montante che si è accumulato (anche chiedendo un mutuo normale) e conservando così l’immobile;
2) vendere l’immobile per saldare il mutuo. La differenza rimane così agli eredi;
3) fare vendere l’immobile al finanziatore, il quale verserà la differenza positiva agli eredi una volta detratti montante del mutuo e spese. Se la differenza è negativa cioè il ricavo della vendita è minore del dovuto agli eredi non verrà chiesto nulla e tale perdita rimane a carico dell’istituto creditizio.
In caso di coniugi o conviventi il finanziamento deve essere cointestato e sarà rimborsato solo dopo la scomparsa del più longevo dei due cointestatari.
La proprietà dell’abitazione rimane comunque all’intestatario durante la durata del mutuo.
